|
Teatro nei cortili. Estravagario debutta stasera al
Montanari con uno Shakespeare arricchito di brani dell’autore veronese
Romeo, Giulietta e Barbarani
Bronzato: Narro l’amore ai primi del ’900
Deve
proprio essere l’anno di Romeo e Giulietta, questo 2005. Dopo gli
allestimenti visti recentemente al Teatro
Romano (quello firmato da Gabriele Vacis) e alla Fonderia aperta (quello
proposto dal Punto in movimento di Roberto Totola), stasera (alle 21) è la
volta dell’ Estravagario che debutta al cortile Montanari
nell’ambito della rassegna Teatro nei cortili. Il testo di William
Shakespeare è stato adattato da David Conati e da Alberto
Bronzato che ne cura anche la regia; le musiche portano la
firma di Giannantonio Mutto e Dario Righetti che le hanno composte
appositamente.
In questa rielaborazione di Romeo e Giulietta (nella foto,
un’immagine), dunque, il copione è stato ridotto a dieci personaggi
e, ciò che più conta, la vicenda dei due famosi amanti è stata ambientata nei
primi anni del ’900 in una piccola piazza di Verona. Accorgimenti
questi che, come spiega Bronzato, hanno una precisa motivazione
«Volevo togliere dal testo la patina antica, alleggerirlo insomma», dice.
«Sulla partitura è stato fatto un vero e proprio lavoro di trasposizione
linguistica per dare alle battute immediatezza e ritmo incalzante».
- Dopo tante rivisitazioni rivedremo qualcosa di classico?
«Ho voluto puntare l’attenzione soprattutto sulla coppia dei due
innamorati, sul loro amore travagliato, più che soffermarmi a sottolineare la
violenza delle fazioni in campo, come ho visto invece in altri allestimenti».
- Perché ha trasferito la vicenda al primo Novecento?
«Per conferirle una maggiore modernità ma facendo attenzione a lasciare
al testo tutta la sua poesia. Ho inserito inoltre brevi passi tratti da Berto
Barbarani per creare anche un legame con la veronesità. Quanto allo sfondo,
la piazza di Verona non sarà riconoscibile ma solo immaginaria»
- Ci sarà la cifra evidente dell’Estravagario?
«Mi interessa soprattutto riuscire a emozionare il pubblico con la storia
d’amore. Nello spettacolo, dunque, non c’è alcun inserimento di
danze o di elementi estranei allo spirito del copione».
- Chi sono i protagonisti?
«Michele Schedato sarà Romeo e Tiziana Totolo
Giulietta. Tiziano Gelmetti è il padre Capuleti».
- Non c’è nessuna parte per Bronzato?
«Mi sono concentrato troppo sulla trasferta dell’Arlecchino
servitor di due padroni lo spettacolo che la scorsa settimana,
abbiamo portato al festival delle compagnie amatoriali di Montecarlo, e di
cui io ero il protagonista. È stata un’esperienza straordinaria sia dal
punto di vista professionale che umano: eravamo l’unica compagnia a
rappresentare l’Italia tra 24 Paesi di tutto il mondo».
- Come avete fatto a finire laggiù?
«Ci ha voluti prima la Uilt (Unione italiana teatro amatoriale) e poi la
Fita (Federazione italiana teatro amatoriale)»
- Com’è strutturata la manifestazione?
«Il programma prevede sei spettacoli al giorno (il festival è cominciato il
27 luglio, ndr) sino a domeni. Ogni sera è programmata un’ora a
spettacolo per discutere con i critici teatrali e gli addetti ai lavori di
tutto il mondo. Il nostro Arlecchino, poi, poi è stato un successo».
- Andrete a Pesaro prossimamente?
«Non abbiamo fatto domanda perché recentemente vi abbiamo portato Pinocchio
Punteremo invece sul festival di Macerata».
Romeo e Giulietta si replica sino al 21.
Simone Azzoni

|