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L'Arena di Verona
- Venerdì 9Agosto 2002
Sono quindici, scatenate, ribelli e con un linguaggio da scaricatore
di porto. Le bizzarre protagoniste della commedia «Le cognate»
di Michel Tremblay messa in scena al Cortile Montanari dalla compagnia
Estravagario Teatro per l'infuocata regia di Alberto Bronzato sono un
agguerrito manipolo di donne in guerra che attorno al tavolo di una
cucina danno sfogo a tutta la rabbia alla quale la condizione di stressante
"casalinghitudine". Relegate in ciabatte dal lunedì
al sabato e con la sola eccezione del pranzo domenicale dalla suocera,
le "antieroine" sono amazzoni nella mente ma non nel corpo
perché il "seno" ce l'hanno? eccome e la maggior parte
di loro anche bello prosperoso e in quanto a "senno" la natura
le ha altrettanto dotate ma lo stress vulcanico del quale le signore
hanno fatto il pieno, gli scoppia addosso. La circostanza dell'esplosivo
convivio delle soldatesse, alla parenti serpenti per intenderci, che
sembrano aver rubato il guardaroba a Platinette, a Cher, all'esercito
della salvezza e ad un capannello di "lucciole", ha a che
fare con un argomento alquanto bizzarro, i concorsi a premi, molto significativo
per chi è costretto per dovere familiare a dedicare tutto il
proprio tempo a preparare colazioni, pranzi e cene, lavare, stendere,
stirare, pulire e cucinare per figli e mariti che non alzano un dito
se non quando è ora di mettersi a tavola.
La massaia Germaine Lauzon entra virtualmente in possesso di una quantità
abnorme di mobili, elettrodomestici, abiti e casalinghi grazie alla
partecipazione ad un quiz: insomma? tutto un catalogo gratis che corrisponde
ad un milione di punti da attaccare sugli appositi album e grazie ai
quali potrà finalmente, lei che di soddisfazione nella vita ne
ha avute ben poche, ricevere la marea di doni.
Questi punti però contenuti in una processione di scatoloni,
bisogna incollarli per benino sugli appositi quaderni e per l'operazione
Germaine decide di chiamare le sorelle e una serie di mezze parenti
per farsi aiutare nell'operazione e le compari accettano,trasformando
per invidia il "simposio" a dir poco in un campo di battaglia,
compresa la nonnetta sulla sedia a rotelle. Sottolineato brillantemente
per tutta la durata dei due atti, incalzato dall'accompagnamento al
pianoforte dal vivo di Lorenzo Masotto e inframmezzato anche da canzoni
e balletti, recitato magistralmente, divertentissimo, ritmico, surreale
e realistico allo stesso tempo «Le cognate» ha conquistato
il folto pubblico che è accorso in massa alla prima dello spettacolo
ed ha applaudito fragorosamente questa storia ambientata tra gli anni
'60 e '70 e densa di tutte le frustrazioni di chi vorrebbe fuggire dalle
proprie orrende mura domestiche per inseguire il sogno kitsch di orrendi
saloni con mobili finto mogano, tappezzerie floreali, tappeti finto
persiano, mitici bicchieri di vetro soffiato? soltanto per citarne alcune
delle agognate "consolatorie chimere".
E il sesso? Per le nostre donzelle non è ormai che un terribile
dovere coniugale notturno (meglio rigovernare casa che quello?) ed ecco
allora che la grande comicità sfocia nella tragedia umana e proprio
questo binomio l'estro e la creatività di Bronzato hanno rappresentato
a regola d'arte gestendo con equilibrio una storia di umanità
divisa su due piatti della bilancia: da una parte la cruda realtà
e poca libertà e dall'altra la speranza e le illusioni di una
favola. Le repliche dello spettacolo sono previste fino al 18 agosto
alle 21,15.
Michela Pezzani
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