Il Giornale di Vicenza - Domenica 24 Marzo 2002

Maschera d’Oro. Con "Arsenico e vecchi merletti " la formazione mantovana porta a casa ben cinque dei nove premi in palio
La Campogalliani sbanca il festival
Con il trofeo anche il titolo per la regia, per i caratteristi e il voto del pubblico Sul podio per miglior attrice e migliore attor giovane i vicentini della Trappola

Vicenza. Chissà com’erano le classifiche della Maschera d’Oro prima del 16 marzo. Prima, cioè, dell’ultima tornata di gara, quando al San Marco approdò l’Accademia Campogalliani per presentare Arsenico e vecchi merletti , la commedia di Joseph Kesselring che tutti ricordiamo nella spassosa trasposizione cinematografica diretta da Frank Capra con Cary Grant. Fatto sta che, con il suo allestimento, la formazione mantovana ha letteralmente sbancato la quattordicesima edizione del festival del teatro amatoriale organizzato dalla Fita veneta e s’è portata a casa, come annunciato durante le premiazioni di ieri sera, ben cinque dei nove trofei in palio a cominciare dal più importante, ovvero la Maschera d’Oro per la miglior compagnia.
La giuria - formata da Mario Bagnara, Arnaldo Bellini, Filippo Crispo, Sergio Garbato, Silvano Moscolin, Sara Poiese, Walter Stefani e Gianni Sterchele - ha accompagnato il suo verdetto con una motivazione che segnala come il gruppo, «nella cornice di un testo brillante di difficile resa, abbia saputo egregiamente evidenziare la vivacità e l’originalità della vicenda e del dialogo attraverso un ritmo serrato e incalzante, permettendo di cogliere tra le pieghe del gioco comico anche certi aspetti delle problematiche attuali»; inoltre, è stato valutato «ottimo l’affiatamento tra i vari interpreti». Anche il titolo per la migliore regia è stato attribuito alla messinscena di Arsenico : onore dunque a Maria Grazia Bettini, che «ha dimostrato notevole sensibilità nel coordinare gli interpreti lasciando, però, a ciascuno la possibilità di caratterizzare ulteriormente il proprio personaggio. Pregevole l’adesione ai modi della commedia americana e opportunamente misurato il gusto ironico grottesco».
Ma far assumere all’affermazione della Campogalliani le caratteristiche d’un vero e proprio trionfo sono stati poi altri tre premi; in primo luogo quello andato, come miglior attore caratterista, a Stefano Todeschi per la parte del Dottor Einstein, in cui ha espresso «lodevole approccio a un personaggio sempre sopra le righe restituito con intelligenza e malizia espressiva, con una varietà di temi e di sfumature che rimandano con raffinatezza di tocco alla lezione cinematografica»; in secondo luogo quello per la migliore attrice caratterista, ovvero Maria Bassoli nel ruolo della zietta Marta Brewster, della quale sono state ritenute «ammirevoli la naturalezza e la spontaneità con cui ha interpretato il rapporto comico-grottesco con la sorella Abby, caratterizzando inoltre in modo puntuale le varie fasi della vicenda». Ciliegina sulla torta, Arsenico e vecchi merletti ha vinto anche il premio speciale Csain per lo spettacolo risultato più gradito al pubblico.
Due Maschere d’Oro sono andate ai vicentini della Trappola, finalista con Il lutto si addice ad Elettra di Eugene O’ Neill: quella per la miglior attrice, una Anna Zago affermatasi «per l’innata drammaticità espressiva e la naturale attorialità nell’imporsi anche in interpretazioni austere», e quella per il migliore attor giovane, Ulisse Lendaro, che ha «saputo interpretare con tormento la complessa figura di Orin nella schiavitù delle travolgenti e autodevastanti passioni familiari».
La palma per il miglior attore è stata invece assegnata a Tiziano Gelmetti, l’Edy Carbone di Uno sguardo dal ponte di Arthur Miller proposto dall’Estravagario di Verona, perché «con naturalezza e controllata tecnica ha saputo dare spessore umano e drammatico a un personaggio molto complesso, in continua macerazione tra problematiche sociali, morali e retaggi etno-culturali».
Infine, la Maschera d’Oro del miglior allestimento è toccata alla Barcaccia di Verona per La casa nova di Carlo Goldoni, in virtù di una «straordinaria capacità di alleare la funzionalità alla gradevolezza estetica, aderente scrupolosamente alle indicazioni goldoniane. Efficace, in particolare, la scena "in costruzione" del primo atto, grazie anche al sapiente gioco di luci e ombre soffuse; eleganti e ben calcolati nei colori i costumi, stilisticamente definiti gli arredi».
A conti fatti, sono rimaste a bocca asciutta la Compagnia Tema di Macerata col suo Tartuffo molièriano, il Teatro dell’Accadente lucchese con L’ultimo degli amanti infuocati di Neil Simon e la Stabile del Leonardo trevigiana, che aveva presentato L’uomo, la bestia e la virtù di Pirandello.
Detto che il concorso "La Scuola e il Teatro" ha visto conquistare i primi tre posti, con le loro recensioni sugli spettacoli visti quest’anno, Giulia Basso e Anne Benedicte Saraka del "Fogazzaro" e Laura Delle Femmine del "Quadri", segnaliamo il commosso ricordo che è stato dedicato dal presidente regionale Fita Aldo Zordan a Renato Salvato, l’indimenticabile vicentino segretario della federazione scomparso poche settimane orsono. Alla sua memoria è andato un premio per la dedizione verso il movimento amatoriale che d’ora in poi verrà annualmente attribuito a quanti avranno dato prova di altrettanto impegno nel promuovere il ruolo culturale dei teatranti non professionisti.
E adesso, la Campogalliani mantovana è attesa alla consacrazione del 18 maggio all’Olimpico, dove potrà esibirsi ricevendo il Premio Faber Teatro tradizionalmente destinato dall’Associazione Artigiani provinciale ai vincitori della Maschera d’Oro.