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Il Mattino di Bolzano
- Mercoledì 28 Febbraio 2001
Alto Adige (pag.12)
Lo spettacolo è andato in scena per «Nuovo Spazio»
L´efficace «Sguardo dal ponte» dell´Estravagario
Di EUGEN GALASSO
Il dramma di Miller (andato in scena per la prima volta a New York nel´55)
è ancora efficacissimo nella sua crudezza e nella sua mancanza di (illusorie)
speranze compensatorie. Eddie Carbone, scaricatore al porto di Brooklyn,
vive con la moglie una nipote ormai diciottenne, per la quale prova
più che solo affetto parentale... quando a casa arrivano due cugini
della moglie, il più giovane dei quali fatalmente si innamorerà della
ragazza (ricambiato dalla stessa). Il dramma ha inizio... ma non è solo
il dramma passionale di immigrati siciliani della «little Italy», è
il dramma sociale delle leggi severissime sull´immigrazione nel dopoguerra
degli USA, dell´emarginazione dei più poveri e della loro lotta. Alberto
Bronzato e la sua compagnia «Estravagario» di Verona hanno scelto un
modo molto efficace per la messa in scena. Attenta ai dettagli anche
scenici (casa dei Carbone, mansione opposta: ufficio dell´avvocato Alfieri,
piano di sopra, ponte), uso abbondante di musiche (anche canzoni e jingles
d´epoca), suoni e comunque materiale sonoro. Dal punto di vista interpretativo,
tutti efficaci, da Tiziano Gelmetti (Eddie) a Tiziana Totolo (Caterina,
la nipote) a Tiziana Leso (la moglie), a Matteo Ferrari (Rodolfo, il
promesso sposo di Caterina), a Luca Fioravavnti (l´altro cugino della
moglie) al cameo delizioso di Andrea Di Clemente (l´avvocato che, come
in altri drammi milleriani, ha la funzione narrativa e di «coro», nel
senso - ovviamente adattato alla modernità - di quello della tragedia
greca. Una scelta intepretativa che cura il dettaglio, quasi in accezione
«naturalistica» o meglio in quella del «metodo» strasberghiano, senza
sbavature da copia dell´«Actor´s Studio», ma guardando al significato
dei personaggi nelle singole scene e al senso complessivo dell´opera.
Un appuntamento che si è rivelato decisamente importante, per uno degli
ultimi spettacoli della stagione di «Nuovo Spazio» e complessivamente
delle stagioni teatrali bolzanine, considerando anche la primavera avanzata.
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