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L'Adige di Trento - Martedì 27 Marzo 2001 "Campiello" da vedere ROVERETO - L'ultimo appuntamento a concorso per il Trento Teatro Festival è uno dei testi piú belli di Goldoni: "Il Campiello". L'autore non era certamente preoccupato da problemi di critica sociale e ambientò la maggior parte dei suoi lavori in una specie di limbo di sfaccendati dove nessun personaggio è realmente tormentato dai problemi della vita. Sono benestanti senza alcun interesse di carattere politico, preoccupati di minuzie come i matrimoni e le eredità e non si sa cosa facciano per vivere bene come evidentemente vivono. In tempi piú vicini ai nostri la saga goldoniana sembra riprodotta nel circo di nullafacenti inventato da Woodehouse intorno al castello di Blandings. Nel "Campiello" invece, come anche nelle "Baruffe chiozzotte", fa capolino la coscienza civile dell'autore che non si lascia sicuramente tormentare dai problemi, ma almeno dà segno di aver osservato con attenzione e forse anche con affetto uno scampolo di vita vera. L'Estravagario di Verona si impegna con partecipato fervore nel compito di dare vita al testo e lo fa in maniera eccellente. Il ritmo è quello frizzante e sempre sostenuto di certe furlane - non per nulla citate nel testo - ed è vita che sgorga dalle finestre e dalle porte e va a friggere sulle pietre del piccolo campo che separa le case. Se nelle "Baruffe" sono il giudice ed Arsura a dividersi il compito di osservatori, nella commedia dell'altra sera il compito spetta al cavaliere napoletano (un bravo Luca Fioravanti) e all'oste Sansuga (altrettanto bravo Luca Faustini). A brillare in questo piccolo firmamento lagunare sono soprattutto le donne e meritano tutti gli applausi che hanno avuto, le bravissime Loredana Bouchet e Cristina Stella, che trovano un ottimo terzo del coro in Tiziana Leso. Eccellente la regia di Alberto Bronzato, che ha riservato a se stesso una parte di secondo piano - recitata benissimo - dedicandosi alla minuziosa realizzazione di questo testo semplicissimo e complesso allo stesso tempo. Gli attori superano brillantemente il problema dei versi, non rimarcandone nessuno, ma lasciando che l'orecchio ne venga accarezzato. Rovereto - Teatro Zandonai - ore 21 L.F.
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