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IL CAMPIELLO (2000)
di Carlo Goldoni
regia di Alberto Bronzato

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Questa grande commedia plebea! Questo piccolo grande poema plebeo! Una commedia popolare in senso profondo, non solo per il calore umano o per i suoi protagonisti: lo è senza risparmio. Il mondo chiuso del Campiello appare come un qualcosa di ancora compatto, con il quale si deve fare i conti. Nel Campiello il colore non c'è o quasi. Il Campiello oltre che storia dei rapporti tra gli abitanti del Campiello, è la storia di un diffìcile rapporto tra un gruppo sociale ed etnico e un altro. Da una parte il Campiello-Venezia-popolo, dall'altra parte gli stranieri: napoletani, nobili, o seminobili, borghesi. Un Campiello dove troviamo in vari momenti una densità cifrata del linguaggio veneto, tenuto stretto, gergale, non divulgativo, veramente plebeo nella sua realtà di forza e che il verso solo esalta e fa squillare più alto. Ecco i motivi per cui ho scelto di allestire I1 Campiello. Il nostro secondo Goldoni. Un Goldoni completamente diverso da quello di "Arlecchino, servitore di due Padroni", che si muoveva sugli schemi della commedia dell'arte. E per questo Campiello qual’è la linea di regia che ho seguito? La linea che mi ha suggerito Goldoni, leggendo questo capolavoro così straordinario, ricchissimo, tenero in un amore per il popolo povero e senza carnevali, in un giorno di carnevale!

ALBERTO BRONZATO