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 Una scena dello spettacolo
risultato molto gradito dal pubblico
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Rassegna teatrale». «Estravagario» in aula
magna «Uno sguardo dal ponte» conserva la tensione del
testo Lo spettacolo è stato gradito
di Nicola
Gambetti
LAIVES.
È proprio vero, alle volte la realtà ha più fantasia degli uomini:
nello scrivere «Uno sguardo dal ponte» Arthur Miller si è ispirato
ad un fatto realmente accaduto, ma di tale portata da far riflettere
sulle beffe che la vita stessa troppe volte riserva a noi tutti.
Merito del risultato l'ottima interpretazione dell'Estravagario
Teatro di Verona, che al Fait di Laives ha portato una convincente
versione del dramma umano di Eddy Carbone e di tanti emigranti che,
con il loro sudore e senza pretese se non quella di lavorare, hanno
contribuito a rendere l'America quella grande Nazione che oggi è.
«Alla base del lavoro - spiega Alberto Bronzato, che si è confermato
l'ottimo regista già ammirato in altri riuscitissimi spettacoli
della compagnia - è un bel lavoro sul testo svolto a tavolino: le
prove vere e proprie sono venute solo in seguito, quando ormai tutti
erano padroni del testo e sapevano cosa volevo, così è stato più
semplice arrivare ad un risultato soddisfacente». Il testo ha
debuttato quest'estate al Festival di Gorizia, dove ha stravinto in
tutte le categorie: ad oggi sono una trentina le repliche dello
spettacolo, che a Laives si è potuto ammirare in tutta la propria
tensione, tanto che più volte sono venuti i brividi per l'intensità
di alcuni momenti. Sulla scena grava un'atmosfera carica, nervosa,
si sente che qualcosa deve accadere e lo si attende con ansia
proprio per liberarsi di quel peso che ci si sente addosso: la
compagnia, grazie anche ad una scelta azzeccata di musiche e luci, è
abilissima a coinvolgere nel proprio dramma tutto il pubblico, che
si sente toccare il cuore sino nel profondo. Bravissimo Tiziano
Gelmetti, che rimane quasi sempre in scena: il ruolo di Eddy gli
calza a pennello e, pur impersonando uno scaricatore di porto,
riesce a dare dignità al suo carattere, anche quando questo perde la
ragione. Piacciono anche Luca Fioravanti e Matteo Ferrari nelle
parti del fiero Marco (orgoglioso, ma alla fine il solo che paga) e
del più scanzonato Rodolfo, e Tiziana Leso. Valida la scena: i
quattro ambienti (ponte/aperto, seminterrato di Eddy, prigione ed
ufficio dell'avvocato) si completano ed integrano efficacemente.
«No, in nessun caso Miller viene incontro - spiega Bronzato - si
limita a dire dove si svolge la scena, non come questa debba essere
realizzata: ci ho pensato un po' su, ma credo di aver trovato la
soluzione ideale. Peccato che qui il palco sia così piccolo, perché
abbiamo dovuto ridurla all'essenziale».
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