UNO SGUARDO DAL PONTE (2001)

“UNO SGUARDO DAL PONTE di Arthur Miller

New York. Siamo negli anni ’50. Alfieri, un avvocato della zona del porto, con alle spalle un’esperienza di piccole beghe tra immigrati italiani, presenta al pubblico la vicenda. Eddie vive con la moglie Beatrice e una nipote, Caterina, ormai un’attraente ragazza. L’attaccamento di Carbone per Katie ha qualcosa di più del semplice affetto. Per questo tenta di dissuaderla dall’accettare un impiego di segretaria. Due cugini siciliani di Beatrice, Marco e Rodolfo, giungono in America clandestinamente e vengono ospitati in casa Carbone. Rodolfo, il più giovane, è un ragazzo estroverso che «sa cantare, cucinare e tagliare abiti». La diciottenne Caterina non tarda ad innamorarsene, ma i due troveranno sulla loro strada una quantità di ostacoli. Il lavoro di Miller apparve a New York nel lontano 1955. Alberto Bronzato nella sua versione ha voluto puntare sulla naturalezza del dialogo senza forzare la «sicilianità» dei protagonisti. Bronzato per la prima volta ha deciso di non prendere parte al lavoro come attore, per curare in maniera più attenta la regia. Una regia che legge il dramma alla luce della passione, una «passione devastante e contraria a ogni principio morale che accende in Eddie un egoismo cieco e irrazionale che lo conduce alla morte… Sotto l’ordine dei codici, il disordine delle passioni in un mare turbolento trascina l’anima fino al naufragio».

  • Un Bronzato da «Oscar»
  • «Uno sguardo dal ponte» conserva la tensione del testo Lo spettacolo è stato gradito
  • Il salto drammatico di Bronzato
  • L´efficace «Sguardo dal ponte» dell´Estravagario