NON PER CASO A PINOCCHIO CRESCE IL NASO (1995)

“NON PER CASO A PINOCCHIO CRESCE IL NASO” di Paolo Panizza

Se Geppetto avesse sempre sognato di fare il cantante da balera?
Se il Gatto e la Volpe cantassero ad un ritmo di habanera la loro canzone?
Se Pinocchio e combriccola, andando al paese dei balocchi, cantassero sul ritmo di samba: “ciao ciao good bye”?
Se Mangiafuoco fosse un pompiere e cantasse “ho del fuoco nelle vene” con un ritmo di marcia?

Questo “Pinocchio” non è l’ennesima rilettura della storia immaginata da Collodi, ma, nel rispetto sostanziale della vicenda, lo spettacolo si sviluppa con grande e originale libertà fantastica e creativa e, pur con messaggi che nell’allestimento ci sono (satira contro l’uso indiscriminato della televisione, polemica contro le guerre ecc.), vuole indicarci che nel mondo della fantasia, per chi ancora vi sa camminare con leggerezza ed in punta di piedi, è possibile tutto e tutto è ugualmente vero. Pinocchio non muore mai, rinasce in ognuno di noi, sempre vivo e sempre diverso.