ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI (1993)

“ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI” di Carlo Goldoni

L’Arlecchino, nel vasto panorama goldoniano, è l’unica opera scritta per divertimento, senza intendimenti professionali e collocabile a mezzo tra la Commedia dell’Arte e le nuove commedie “di carattere”.
L’allestimento si muove secondo alcune direttrici fondamentali: da un lato ripropone il mondo della Commedia dell’Arte in modo storicamente fondato, in cui la vivacità del ritmo, l’intreccio e la suspence vengono salvaguardati insieme con i lazzi e le situazioni comiche, in un allestimento proprio da teatrino delle marionette, all’interno del quale trovano perfetta collocazione anche le maschere; dall’altro si dà risalto all’evento teatrale in sé, allo spettacolo in quanto tale, in cui la recitazione, la tecnica, le invenzioni, sono struttura portante e quasi primaria rispetto al fatto narrato.