AMLETO, MA NON TROPPO (1999)

di Luigi Lunari con la collaborazione di William Shakespeare

regia di Alberto Bronzato

…ovvero: causa improvvisa indisposizione di sir Laurence Olivier il ruolo di Amleto sarà interpretato questa sera da Alberto Bronzato…

(ce ne scusiamo con gli spettatori)

Diceva George Bernard Shaw, che di umorismo se ne intendeva, che solo sulle cose serie si può degnamente ridere e scherzare. Ora l’Amleto è certamente una cosa seria e lo scherzo che su di esso ci siamo permessi avviene dunque con licenza de’ superiori. L’idea è dichiarata dal titolo: si ipotizza che il Grande Attore protagonista manchi una sera all’appello e che una Compagnia, obbligata “comunque” alla recita per rientrare nei parametri ministeriali, provveda alla rappresentazione dell’Amleto con una soluzione di ripiego che qui è sufficientemente paradossale per essere comica: a coprire il ruolo del principe di Danimarca è chiamato l’insignificante comparsa che di solito fa, in quinta, il canto del gallo. Ne emerge un Amleto ad immagine e somiglianza di questa piccola Compagnia di attori, liberata dal timore reverenziale per il sacro testo: un Amleto a volte scanzonato fino all’irriverenza, piegato al linguaggio e alla cultura televisiva che oggi ci hanno invaso, rifiutato in certi eccessi troppo lontani a noi nel tempo e nel gusto per essere tranquillamente accettati e digeriti.